Se il segretario generale è il controllore di se stesso

Inviato da Admin Data 26/2/2013 13:24:57



DA LATINA OGGI – 25 FEBBRAIO 2013


La voce dei lettori - BOTTA E RISPOSTA


Egregio direttore,


questo giornale ha riportato la notizia della nomina del Segretario comunale, avvocato Pasquale Russo, quale “responsabile della prevenzione della corruzione del Comune”, secondo quanto previsto dalla legge 190 del 6/11/2012. La legge citata, che detta “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, nel rafforzare la precedente normativa ha stabilito che il segretario comunale opera nell’ambito delle funzioni di indirizzo e non di gestione diretta dei servizi (art. 1, comma 7). Ma già il Decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali), facendo seguito alla precedente normativa su tale materia, nel rafforzare il ruolo di garante della regolarità e correttezza dell’azione amministrativa, pone il Segretario comunale di fatto in una posizione di imparzialità e di neutralità rispetto ai dirigenti responsabili delle Aree e dei Servizi , ai quali compete in via esclusiva la gestione. Pertanto, chi ricopre tale funzione non può assumere incarichi dirigenziali di gestione e non può sostituire il dirigente nell’emanazione di un provvedimento di sua competenza, in quanto, nel rispetto del principio di separazione tra potere di indirizzo e controllo politico amministrativo e potere gestionale, solo a quest’ultimo compete la direzione degli uffici e dei servizi, mentre al primo spettano compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico- amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti. Su tale aspetto era già intervenuta anche la Corte di Cassazione, con sentenza 12 giugno 2007, n. 13708. Alla luce della normativa richiamata, compete al Segretario comunale, tra l’altro, evidenziare nel “Piano triennale di prevenzione della corruzione” o nel Piano triennale per la trasparenza, le aree esposte a rischio di corruzione e/o cattiva gestione per poter svolgere un’efficace attività di controllo e prevenzione. Tutto ciò considerato per evidenziare che, allo stato, il Segretario del Comune di Latina ricopre anche l’incarico di dirigente responsabile del Servizio risorse umane, coordinato dal dirigente di Area ing. Defend, venendosi a trovare in una evidente posizione anomala, irregolare e in palese conflitto di interessi. Se è questa l’interpretazione che si vuole dare alle norme sulla trasparenza (DLgs. 190/2009), non è certo un buon inizio (anche se in ritardo).


Antonio Costanzo


Risposta del direttore:


Caro Costanzo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e il Comune di Latina in questo senso è maestro, visto che precedenti segretari generali hanno svolto perfino il ruolo di amministratori di società partecipate. Il primo atto legittimo del neoresponsabile della corruzione dovrebbe essere quello di autosospendersi dall’incarico.


 




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