Lettera aperta di D. Coletta al Sindaco Di Giorgi

Inviato da freddy Data 17/11/2014 0:00:00

Caro Sindaco Giovanni,

ti scrivo da presidente dell’associazione Rinascita Civile e da semplice cittadino quale io sono.

Stupore, delusione e inquietudine,

Sono le sensazioni che si sono succedute durante la vicenda della tue dimissioni, non così “irrevocabili” , dalla carica di sindaco della nostra città.

Lo stupore in conseguenza del tuo atto e delle parole che lo hanno accompagnato.

E’ sembrato un rialzare la testa di una persona che mostrava rispetto per il suo ruolo , quello di rappresentante dei cittadini della nostra comunità.

E’ sembrato una presa di distanza netta dalla malapolitica, dal malaffare, dalle “cosche” della politica che ormai da troppo tempo avevano paralizzato le attività di governo della città.



Te lo dico da sportivo quale io sono e quale tu sei.

Le dimissioni a volte possono essere viste come una fuga dalle responsabilità

( l’allenatore che non vede la possibilità di miglioramento del rendimento della propria squadra), a volte possono essere interpretate come un atto di coraggio ( la presa di coscienza della incapacità di poter gestire lo spogliatoio,quantomeno quello spogliatoio).

In questo caso sono sembrate un atto di coraggio ed un segno di speranza.

So che non doveva essere stata una scelta facile, ma il tuo gesto pur se non ti esonerava dalle responsabilità della malamministrazione e della malapolitica, aveva comunque inchiodato tutti i vari “malrappresentanti” della politica , fermando gli squallidi vortici degli accordi  finalizzati al rendiconto degli interessi personali.

Insomma il tuo gesto e la tua iniziale “apparente” fermezza sembravano aprire nuovi scenari e, in qualche maniera, potevano essere il segno di un tuo riscatto personale e politico.

Hai visto mai che per la prima volta nella nostra città si sarebbe potuto voltare pagina in nome di una reale discontinuità?

La politica, la buona politica, ha un valore alto.

Buona politica, lo sai sicuramente meglio di me, significa rappresentare i cittadini in maniera trasparente, significa mediare tra società , impresa ed amministrazione, significa capacità di ascoltare, significa partecipazione, significa privilegiare gli interessi della collettività rispetto agli interessi dei singoli o delle corporazioni.

Buona politica significa servire i cittadini e non “servirsene”.

In poche parole la buona politica dovrebbe mettere al centro dei suoi interessi il BENE COMUNE.

In coscienza, e vorrei stimolare la tua coscienza di persona perbene, credo che tutto questo non sia stato rispettato nemmeno lontanamente.

Delusione… dalla tua retromarcia e dalle tue spiegazioni.

Il tuo passo indietro è in gran parte dovuto ad un senso di ripicca nei riguardi della stampa e di un sentire comune?

 “…E non posso nascondere che molto in questo senso hanno fatto alcuni recenti articoli di stampa attraverso i quali si è gettato del fango maleodorante su di me, evidentemente per cercare di allontanarmi dalla guida della città ed aprire così la strada a nuovi arrivi o a vecchi ritorni…”

Parole tue.

Tutto qui…?

O hanno prevalso gli interessi personali delle persone che ti stanno intorno e che comunque sono espressione  della maggioranza   e ti è toccato sottostare “… ai giochi,ai ricatti a logiche che non ti appartengono?”.

Credo sia una sensazione diffusa in città.

Questa tua retromarcia ha il valore di una sconfitta ed esprime l’impotenza della buona politica rispetto a chi antepone gli interessi personali su quelli della collettività (non c’è bisogno di fare nome e cognomi… è facilmente intuibile individuare i responsabili).

Inquietudine… dalle parole che avevi usato al momento delle tue dimissioni e che ora dovresti spiegare in maniera netta, chiara ed onesta, senza usare il politichese.

Perché da cittadino, a questo punto, vorrei capire cosa è successo e cosa sta succedendo.

“…mi sono reso conto che le cose che prevalgono sono le litigiosità, le divisioni, quella spirale di litigi interni ed egoismi personali che minano quotidianamente la corretta amministrazione della città…”

Sono tue parole e se le parole hanno un senso, un significato ed un peso vuol dire che non c’è stata una corretta amministrazione della città.

“…non esiste più una maggioranza coesa, troppo frammentata e contrapposta tra i singoli componenti, impegnati più nella propria litigiosità che a guardare il bene della città…”

Se le parole hanno un peso significa che non si è guardato al bene della città e questo andrebbe spiegato alla città stessa.

“ … Era molto più facile rimanere in piedi e tirare a campare con una forza centrifuga che mi portava in un’unica direzione..”

Quale è o era questa forza centrifuga e quale è “l’unica direzione”?

“ …Latina non merita di essere ostaggio di litigiosità e continui contrasti che ostacola e impediscono di portare avanti con efficacia il lavoro amministrativo, il bene della città… E se uno deve rimanere incollato per cercare di tenere in piedi alcune situazioni…”

Se le parole hanno un senso significa che chi ci ha governato e rappresentato fino ad ora è stato ostaggio e vittima di alcune situazioni.

Di quali situazioni, chi ti tira per la giacca, chi ti ricatta politicamente?

Ci sono indagini giudiziarie in corso sulle quali per il principio di garantismo e per il rispetto che si deve a chi indaga ed a chi è indagato non è giusto esprimere giudizi.

La questione della variante di Borgo Piave, il sequestro dei carteggi sullo spacchettamento appalti per la manutenzione del verde, la probabile inchiesta su Ecoambiente, gli arresti dei vertici di Indeco, il sequestro delle tribune dello stadio.

E’ a tutto questo che ti riferivi?

Queste vicende sono macigni sulla città e sono comunque espressione di collusione tra malamministrazione, malapolitica e malaffare.

E domani sarà sempre la stessa inquietante musica, visto che chi ci rappresenta rimane saldamente seduto alla propria poltrona (i vari consiglieri) e continuerà a spartirsi la città con le colate di cemento.

Oppure c’è una redenzione collettiva nel nome dell’etica e del rispetto per la città, sulla quali avrei molto scetticismo?

Forse il vero gesto di rispetto per la città era andarsene tutti a casa.

Tutto questo dovresti spiegarlo ai nostri figli ai quali stiamo consegnando una città senza futuro.

Tutto questo dovresti spiegarlo con onestà,  alla città, ai cittadini che rappresenti.

Perché la vera vittima di questa ennesima amara vicenda è proprio il cittadino della nostra comunità.

Per l’ennesima volta preso a schiaffi ed umiliato.

 

Latina 15 novembre 2014

 

Damiano Coletta

Presidente Ass. Rinascita Civile

RASSEGNA STAMPA


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