Grande partecipazione al forum sul centro storico

Inviato da Admin il 24/11/2013 16:21:00 (824 letture)


Rinascita Civile:  Latina e l’identità del suo centro storico, incontro pubblico.


Circolo Cittadino, 23 novembre 2013, nel cuore di questa città..  poco dopo le 17 del pomeriggio la sala è quasi piena, arrivano alla spicciolata ancora persone, bagnate e intirizzite. Il tempo inclemente non ha dato tregua, la pioggia è scrosciante.   Finalmente prende l’avvio l’incontro pubblico sul Centro Storico di Latina, la sua identità:  “quale presente e quale futuro?”  Sullo schermo scorrono le immagini dei progetti di trent’anni che l’arch. Magaudda,  presidente di Italia Nostra, illustra sinteticamente, ponendo l’accento sulla mole di proposte rimaste sulla carta, lavori incompiuti, spesso slegati l’uno dall’altro, o meri esercizi di stile, ultimo quello di Wilmotte, e poi i contributi della stessa Italia Nostra con un bel progetto di piste ciclabili, vanamente portato all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, mai preso in seria considerazione. Via via che si procede attraverso la storia delle incompiute, delle irrealizzate, delle inascoltate proposte e disattese promesse, sale il mormorio nella sala e quando in conclusione il presidente di Italia Nostra chiede che si porti finalmente un progetto serio, di senso compiuto, possibilmente non in tempi biblici, scatta spontaneo l’applauso.


Non è un caso se questa città, come viene fatto notare da più voci, è una delle poche, se non l’unica italiana, a non avere un Centro Storico pedonalizzato, non è un caso se, come viene fatto notare ancora, l’ultima opera pubblica che si ricordi realizzata a Latina è il Palazzo della Cultura,  che l’allora sindaco Redi ha solo inaugurato, giacché il progetto risaliva alle amministrazioni precedenti, e non è un caso poi se tutto questo ci riporta ad una sorta di immobilismo e ad un deperimento che, nelle conclusioni al dibattito, Alessandro Panigutti, Direttore di Latina Oggi, ha drammaticamente stigmatizzato in una frase:  “la nostra è una città che sta morendo”.   Ebbene di immobilismo si muore..  la politica degli annunci cui non segue altro che il nulla può produrre solo questo risultato.


Accorati molti degli interventi, quello di Pina Sorrentino, che prende spunto dalle parole di Italo Calvino, più volte citato, con le sue “Città invisibili”, a voler  raccontare come una città esiste se esiste la sua anima. Gli amministratori dovrebbero essere coloro che di quest’anima sappiano tradurre, attraverso progetti, opere,  insomma in concreto, la sua espressione.  Il desiderio di poter essere spettatori di un cambiamento racchiude in fondo la speranza di chi crede ancora al cambiamento. Altrettanto sentito l’intervento di Carlotta D’Ercole, giovane commerciante,  che appunto sottolinea di nuovo “siamo pronti per il cambiamento!”, l’isola pedonale è una risorsa, non possiamo restare indietro, noi siamo qui. E ancora i giovani, risorse e proposte, del Comitato Latina Domani, portavoce Marco Cappelletti, e Dario Bellini di Latina in bicicletta, cittadini che prendono la parola e chiedono conto di tanti progetti inutili, di sperpero di denaro che invece avrebbe potuto essere utilizzato per far crescere questa città, offrire risorse e opportunità, artisti che non trovano accoglienza e devono migrare altrove, mancano spazi e cultura, si perdono risorse umane, si ipoteca il futuro dei giovani, ci sono tante risorse che vengono inutilmente disperse.  Ecco come si perde l’anima di una città.  Più volte viene sottolineato come si debba ripartire dalla cultura, una rinascita che il nome della nostra associazione Rinascita Civile, riassume in tutta la sua urgenza.


L’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Di Rubbo, si dice positivamente impressionato di tali e tante proposte, purtroppo è l’unico interlocutore e non si può ascrivere al suo assessorato la responsabilità di quanto non si  è prodotto in questi trent’anni, ma è alla sensibilità di questi amministratori, quelli che partecipano e sembrano disposti all’ascolto, che ci si deve appellare.


Anche Domenico Spagnoli, Vice segretario della Camera di Commercio, esprime la necessità di coordinare i diversi progetti, di fare sinergia, di sfruttare i fondi europei  dal 2014, ci anticipa che l’edificio di fronte alla ex Standa  verrà ristrutturato e restituito come spazio fruibile alla cittadinanza.  Giacché da più parti, come emergerà anche dallo stesso sondaggio, si lamenta l’assenza di spazi vivibili, l’abbandono di edifici che potrebbero e dovrebbero essere aperti alle associazioni, alle risorse umane che sono l’anima di una città.


Intanto viene distribuito il sondaggio tra i presenti, sondaggio che già online è stato compilato da oltre 130 cittadini nei due giorni precedenti l’incontro, i cui risultati vengono  esposti a fine dibattito.   Nella lettura finale dei dati pervenuti viene fatto rilevare come solo il 12%  dei cittadini abbia risposto di riconoscersi in questa città.  Personalmente non identificherei questo dato con la mancanza di amore per Latina, la presenza al dibattito di tante giovani proposte e di tante persone e associazioni animate dalla voglia di cambiamento, mi fa pensare proprio il contrario.  Ho sempre pensato che si finisca per identificarsi con chi ha amministrato una città, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. L’ abbandono e l’incuria, l’assenza di una politica che sappia guardare al futuro, e allora, per queste ragioni, rispondere di  non identificarsi diviene un gesto estremo di dissenso, se vogliamo anche un grido di aiuto da parte dei cittadini che chiedono ascolto, che reclamano una inversione di tendenza, una responsabilizzazione.


 A giudicare dalle risorse presenti in sala, Latina Domani e i suoi giovani tutti uniti e impegnati attorno ad un progetto condiviso, i giovani commercianti e i vecchi che passano loro il testimone, con la speranza nel cambiamento, lo stesso spirito fattivo di Rinascita Civile, la saggezza e preparazione di Italia Nostra, la capacità di esserci in mille difficoltà di tanti cittadini e associazioni che hanno partecipato e reso possibile questo incontro, al quale auspichiamo ne seguano altri, fino alla capace Teresa Faticoni, giovane ed impegnata moderatrice,  e a Federica Reggiani che ha molto ben riportato il riassunto del gruppo di lavoro di RinascitaCivile sulle centinaia di osservazioni e proposte pervenute dal sondaggio, direi che la nostra città abbia tutte le risorse per rinascere. Compito dell'associazione, ha sottolineato infine il presidente di RinascitaCivile, Damiano Coletta, è dare ora continuità a questo incontro promuovendo un tavolo, una consulta del centro storico cui prendano parte gli ordini professionali e le associazioni, assolvendo così a quella funzione di stimolo e di "controllo" nei confronti di chi ha la responsabilità delle scelte, per vedere se le avrà sapute ben interpretare e, finalmente, valorizzare.


Francesca Suale



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