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Inviato da sara il 11/7/2017 15:00:00 (5173 letture)

A seguito del vivace dibattito sulla ZTL  , che  in questi giorni torna protagonista dell’interesse mediatico, il Direttivo di Rinascita Civile vuole esprimere pubblicamente alcune riflessioni.

Inviato da Roccia il 30/1/2016 22:12:42 (15581 letture)

 27 gennaio, come da convocazione, si è tenuta l'assemblea dei soci  di RC che ha:

  • approvato all'unanimità il bilancio sociale 2016
  • proceduto con le operazioni di voto per eleggere i nuovi membri del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Probiviri 
I risultati delle votazioni sono:
  • Votanti: 43
  • ELETTI CONSIGLIO DIRETTIVO
    • ABBRUZZINO V.
    • CAPIRCI G.
    • COSTANTI F.
    • FINOTTI A.
    • SUALE F.
  • ELETTI COLLEGIO PROBIVIRI
    • COLETTA A.
    • DI LORENZO S.
    • MALINCONICO G.
La prima riunione con i nuovi membri è fissata per martedì 2 febbraio ore 19 presso la sede RC.
Si coglie l'occasione per ringraziare  i membri uscenti per l'impegno e il lavoro svolto in questi due anni e augurare ai nuovi grandi idee e grande entusiasmo.
Inviato da Roccia il 19/1/2016 21:10:00 (98763 letture)

Cari soci dopo la pausa natalizia aggiorniamo l'agenda con 2 appuntamenti:
mercoledì 20 /1 ore 18.30 Riunione Soci con il seguente odg
Tesseramento 2016
Presentazione candidature per elezione Consiglio Direttivo e Collegio Probiviri
Presentazione Bilancio 2015
martedì 26/1 ore 23.30 Assemblea Soci (prima convocazione)
mercoledì 27/1 ore 18.30 Assemblea Soci (seconda convocazione) con il seguente odg:

Approvazione bilancio 2015

Votazioni per rinnovo cariche

Inviato da Roccia il 3/1/2016 11:50:00 (4696 letture)

Per il nuovo anno, come consuetudine, si consuma il rito degli auguri.

L’anno vecchio fatto di bilanci, il nuovo di aspettative, semplicemente la conta del tempo che trascorre ma, non dimentichiamo, il tempo trascorre giorno per giorno, così come i cambiamenti si producono un passo dopo l’altro sul cammino che si è intrapreso.

Cosa possiamo dire noi di RinascitaCivile se non che questo cammino vogliamo continuare a percorrere passo dopo passo, giorno dopo giorno?

Credo sia l’unico augurio, o meglio proponimento, che possiamo farci, per questo 2016 appena iniziato.

Sappiamo che la vita di questa associazione dipende da ciascuno di noi, così come, allo stesso modo, una rivoluzione culturale, un cambiamento, hanno bisogno di tante azioni, tasselli da comporre in un disegno che, e questo è il punto, non sarà mai compiuto, ma sempre perfettibile e sempre in divenire.

Possiamo vivercela tutta ancora, nei giorni di questo nuovo anno e in quelli a venire, pur nelle difficoltà del quotidiano, che non sono poche, senza fermarci perché sappiamo che Rinascere non è cosa da poco, soprattutto non è compimento o compiutezza, ma ciò che muove la vita di ognuno e l’anima di una comunità: capacità di rinascere a noi stessi è l’incontro con gli altri, la circolazione di idee, le molteplici attività e azioni messe in circolo per rendere migliore la nostra città e chi la vive. È crescita continua, imparare da tutti e diventare migliori.

Ogni giorno vi saranno scelte importanti da fare e piccoli gesti, solo all’apparenza, che renderanno queste scelte realizzabili!

Intendiamo continuare un percorso, insieme … dunque,

Buon cammino a RinascitaCivile e alla sua anima variegata e viva!

Inviato da Admin il 26/10/2015 22:40:00 (2983 letture)
Tommaso Niglio

La notizia del danneggiamento subito dall’auto del Capo della Squadra Mobile Tommaso Niglio ci indigna. Consideriamo ragionevole pensare che possa trattarsi di un tentativo di intimidazione, proprio perché il vile gesto è giunto nel momento in cui la città sta vivendo una stagione di ritorno alla legalità, il cui merito è ascrivibile proprio alla brillante operazione “Don’t Touch”, dallo stesso condotta egregiamente.

Per questa ragione RinascitaCivile intende esprimere tutta la propria solidarietà e vicinanza al vice questore Tommaso Niglio, perché questa città non deve e non vuole restare a guardare in silenzio, perché i cittadini hanno bisogno di avere fiducia in chi ricopre ruoli istituzionali, ma hanno ben compreso che questi uomini non devono essere lasciati soli a compiere il proprio dovere. 

Nel ringraziare ancora il Capo della Squadra Mobile Tommaso Niglio, auspichiamo che questo percorso di legalità e giustizia continui inarrestabile con il suo successore e con la collaborazione di tutti i cittadini, uniti per restituire a Latina dignità e  decoro,  valori che passano necessariamente attraverso il rispetto delle regole, senza il quale non può esistere alcuna libertà.

Giuseppe Panico

Presidente RinascitaCivile

 

Inviato da freddy il 6/10/2015 0:14:37 (22300 letture)
Lettera di trasmissione al Commissario

Analisi e e proposte della società civile per il Bene Comune della nostra città

Inviato da freddy il 5/9/2015 14:10:00 (84204 letture)

I partiti che hanno mal governato la nostra città, lasciandoci un mare di opere incompiute, servizi inesistenti e/o sempre più scadenti, scaricando pesanti costi alla collettività, anziché mettersi da parte, quale logica presa di coscienza degli errori/orrori commessi, si stanno riproponendo con incredibile disinvoltura per (ri)amministrare la città a vantaggio dei soliti professionisti della politica e delle “cementate” lobby affaristiche a questi collegate. E, cosa ancor più stupefacente, i professionisti della politica, che non hanno mai smesso di pensare al proprio tornaconto, rivolgono accattivanti messaggi alla società civile che è stata sempre non considerata e male amministrata e addirittura, in alcuni casi, proponendo candidati che presentano come esponenti della società civile.

 

La società civile esprime l’intera collettività nelle sue diverse articolazioni e manifestazioni e quindi non è tutta buona.  Ma cos’è allora la “società civile” alla quale vogliamo riconoscerci? Per meglio identificarla, andiamo per esclusione, facendo riferimento al suo opposto, cioè alla “società incivile”.

E’ segno di inciviltà non rispettare l’ambiente, non rispettare le strisce pedonali, non rispettare la fila al bar, al supermercato e negli esercizi pubblici, non seguire le regole per il rilascio dei rifiuti urbani, non rimuovere gli escrementi lasciati dai cani, non rispettare le regole condominiali, abbandonare per strada o al mare i resti dello spuntino o della bevuta,  sporcare con i graffiti i muri dei palazzi, gettare le cicche delle sigarette dalla macchina, e in generale tutti quegli atti e quei comportamenti che denotano la mancanza di senso civico. E contro queste manifestazioni ci sono molte associazioni a Latina che “non da oggi” si stanno battendo offrendo lodevoli contributi senza il supporto di sponsor provenienti dai partiti.

In politica, è segno di inciviltà (e non solo), non operare secondo principi di legalità, moralità e onestà, attuare logiche e pratiche clientelari, curare gli interessi particolari anziché quelli generali della collettività, non selezionare i bisogni sulla base della loro urgenza e gravità, non assicurare la massima trasparenza delle rispettive situazioni personali e dell’esito delle proprie decisioni amministrative, perseverare nella cattiva amministrazione.

Le iniziative per il lavoro e lo sviluppo economico, la difesa dell’ambiente, il sostegno ai giovani, la cura degli anziani, l’assistenza ai bisognosi, le iniziative a favore della cultura e dell’integrazione, sono modi con cui contribuire alla “rinascita civile”, al progresso della città e al miglioramento della qualità della vita. E la qualità della vita, che mette al centro il bene comune, è un obiettivo che può essere realizzato solo con il contributo di tutti nell’agire civilmente, passando dall’interesse individuale a quello della comunità.

Attraverso la società civile nella quale ci riconosciamo vogliamo offrire ai cittadini uno spazio autonomo fuori dai partiti, che di spazi in questi anni ne hanno occupati tanti, con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Esiste un livello - quello dei valori, dell’etica e della legalità - che non può essere sottoposto alla legge dello scambio politico. Etica e politica non sono e non possono essere separati. La politica senza etica diventa sterile lotta per il potere e vile ripartizione degli affari sporchi. L’etica senza l’ausilio della politica è destinata a restare in gran parte nel campo delle buone intenzioni.

E’ quindi necessario costruire uno spazio autonomo in cui la società civile possa esprimersi, senza dover seguire le regole dello scambio politico e della ragion di partito.

La speranza è che possa iniziare un cammino verso una politica più pulita e che la legalità possa prevalere sulla corruzione e il malaffare.

Il problema della politica, oggi, della buona politica, è quello di individuare e attuare un metodo per bandire l’incompetenza e la disonestà dai pubblici uffici e scegliere e preparare i migliori a gestire  e proteggere il bene pubblico. Cose di cui la nostra città ha sicuramente bisogno.

E per questo è necessario avviare un movimento di “cittadini insieme per il Bene Comune”.

 

                                                                                                                            Antonio Costanzo

Inviato da freddy il 26/8/2015 17:01:45 (3367 letture)

Spett.le

                                                                                        Istituto Comprensivo Frezzotti-Corradini

                                                                                        Latina – SEDE

                                                                                c.a. Dirigente Scolastico

 

Oggetto: Convenzione Domus Mea

 

Gent.ma Prof.ssa Venditti,

come ricorderà, lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di collaborare all’interno della rassegna Lievito, sia con il progetto di lettura, che ha visto la presenza dell’autore Giuseppe Festa nel Suo Istituto, sia con il primo appuntamento della rassegna, tenuto proprio nel plesso di Via Amaseno, in collaborazione con l’Associazione Domus Mea.

         E proprio la presenza di questa Associazione all’interno del Suo Istituto ci ha sempre fatto considerare lo stesso quale punto di eccellenza nell’ambito dell’offerta scolastica cittadina. Perché, a nostro avviso, la collaborazione tra istituzioni pubbliche ed associazionismo costituisce uno degli strumenti principali per promuovere la cultura ed il senso civico nel nostro territorio.

         Ora leggiamo che questo connubio vincente potrebbe sciogliersi. Da quanto ne sappiamo, la Domus Mea ha sempre adempiuto puntualmente agli obblighi assunti con la convenzione sottoscritta con l’Istituto, a partire dalla corresponsione del contributo mensile pattuito. Sotto questo aspetto, in futuro qualcuno potrebbe chiedere conto dei superiori vantaggi conseguiti a fronte della rinuncia ad una entrata certa, in tempi come questi caratterizzati da scarsità di mezzi finanziari.

         Se poi teniamo conto che gli spazi occupati dall’Associazione rimangono nella disponibilità dell’Istituto durante l’orario curricolare, francamente non vediamo come l’allontanamento della Domus Mea dalla sua sede storica possa portare vantaggi concreti all’Istituto stesso.

         Non vorremmo che si trattasse di qualche equivoco irrisolto. Molti dei nostri soci, che partecipano alle attività proposte dalla Domus Mea, ci hanno chiesto di intervenire, secondo quanto previsto dal nostro Statuto, per favorire l’incontro e il dialogo tra cittadini/associazioni e istituzioni.

         Ci proponiamo pertanto da “mediatori” in questa non facile situazione, che rischia di danneggiare sia l’immagine dell’Istituto, sia i cittadini, del quartiere e non solo, che hanno fino ad ora proficuamente frequentato il plesso di Via Amaseno. Senza dimenticare gli ulteriori vantaggi che l’I.C. Frezzotti-Corradini perderebbe: un’offerta di attività a tariffa ridotta per tutti i suoi alunni, oltre alle gratuità offerte per i ragazzi in situazioni disagiate.

         Si tratta quindi di trovare una soluzione in cui tutti “vincano”, e noi siamo certi che, con un po’ di buona volontà da entrambe le parti, questa soluzione sia a portata di mano e si possa così ricostituire una squadra vincente per la nostra città.

         In attesa di un gradito incontro, Le porgo i miei migliori saluti

 

 

         Damiano Coletta – Presidente di RinascitaCivile

Inviato da freddy il 23/8/2015 13:00:00 (1158 letture)

Qui di seguito gli articoli recentemente pubblicati de "Il Messaggero" e de "Il Giornale di Latina"

sulle considerazioni di Damiano Coletta sulla vicenda stadio Francioni:

Inviato da freddy il 28/7/2015 12:10:00 (3621 letture)

Ovunque lo sguardo volgo non vedo che Paradiso, o La vita come sogno
L’impressione, che si fa mano a mano certezza, è che in questa nuova occasione espositiva, ancora più che per il passato, la “Scuola Pontina” di Fabio D’Achille abbia, rispondendo al suo direttore d’orchestra, intonato una sinfonia di purovisibilismo, fluttuante tra realtà e fantasia, a tratti addirittura psichedelica, in un continuo osclillare dentro e fuori i confini del mondo tangibile. Che è, ad esempio, il contesto delle stesse mura ciclopiche di Norma, così come le interpreta Pino Genovese in Muro Rosso, in una sorta di “tempesta magnetica” del vedo-non vedo, tale da rendere il riferimento al dato oggettivo e noto quanto di più straniante e decontestualizzante, senza tuttavia perdere il minimo punto di riferimento con la realtà. Un contesto quindi, nella sua opera, apocalitticamente muto, dal colore emulsionato; così come totale, altrettanto a metà tra i due mondi, fisico e metafisico, risulta la sospensione indotta dall’ormai celebre
viandante di Tommaso Andreocci che, parafrasando il romantico pittore Friedrich, contempla dall’altura, di spalle, il familiare paesaggio pontino, con lo sfondo del Circeo e in basso la zigzagante pianura; e qui il puntinismo cromatico della tecnica incisoria richiama il silenzio premetafisico della Grande Jatte di Seurat. Notevole, sempre in questa direzione, il complesso foto collage di Gabriele Casale Storie/Città, incentrato, anche questo, su una visione decontestualizzata, un po’ da sballo ma straordinariamente concatenata, di un generico contesto metropolitano. Anche Claudio Cantelmi, con l’eterea visione del ritratto materno affiorante in un campo di papaveri, attraversato dal galoppo di cavalli di cristallo, si pone nel novero delle opere più psichedeliche in mostra (non fosse che per l’oppio...). Tutti gli artisti presenti, con diversità di mezzi e di linguaggi, hanno indistintamente attinto alle fonti del simbolo, dell’interiore, del sogno e
dell’inconscio: astratto come figurativo, indifferente. Quello che conta, e che colpisce e rapisce, è l’inesauribile creatività con cui il manipolo artistico declina e reinventa il bagaglio di un’eredità che va dal simbolismo alla metafisica, dal surrealismo all’informale. Se, per capirci, Arturo Schwarz capitasse qui ora, forse sarebbe indotto a ipotizzare la presenza di una quarta generazione di surrealisti (tutti italiani, una volta tanto; perché gli italiani si sono affacciati a questo importantissimo movimento europeo e internazionale con almeno due generazioni di ritardo rispetto a quella francese e originaria di Bréton). E allora, via con i “metafisici”, ludicamente composti negli schemi puliti dei loro levigati labirinti
ermetici: la capofila “storica” della Scuola Pontina, Emilia Isabella, con le calibratissime elegantissima installazione pittura-scultura... dall’olocausto, di un purismo vintage, Ornella Boccuzzi, con Il Giorno, Gabriele Maschio, My favourite play, Renato Flenghi, con l’intrigante reiterazione della “farfalla” di piombo Res Nullius, qui provocatoriamente in coppia con il fratello Nazzareno, anima arborea della “selva” laurentina e virgiliana: altrettanto efficacemente sintetico si
rivela l’intervento scultoreo di Giovanni Leonardi, Il tallone di Achille, di stringata plastica astratta. Altrettanto neometafisica, la “Sagoma” del viandante in perpetuo cammino di Stefano Trappolini, contrapposta al concettuale-informale di Carola Masini, autrice di drappi e strappi di preziosa suggestione cromatica. Nostalgie di un’estetica simbolista (pensiamo alla Salomè di Redon o di Beardsley) trapelano dalla fantastica danzatrice, e dal mondo di evanescenze cromatiche di Plastic Lights-del regno di Plastica dell’artista performer Stefania Romagna; interfacciandosi con l’impalpabile e multiforme sovrapposizione di canoni astratti della “farfalla” vivente Rosy Losito, qui rappresentata da Indizi
e Nido di Sgrif. L’astrazione diventa estrema nelle composizioni, naturalistiche e musicali, di Aldamaria Gnaccarini, che in un’opera come Pentagramma stonato elabora ulteriormente, aggiungendo la famosa “marcia in più”, l’universo modulare, naturalistico e contemplativo, del precedente Zen. Reminiscenze di grande grafica simbolista centro europea, visionaria e analitica al tempo stesso, sono fortemente rinvenibili nella potente Gulliveriana dormiente di Cristiano
Quagliozzi, un’opera davvero “a sorpresa”, perfino in un contesto così originale. Paola Acciarino con Florilegio e le Muse propone il sogno della bellezza, giustificando così, a proprio connubio, l’apollineo della quartina di Maurizio Stasi di cui riporto nel titolo il primo verso; e anche qui con la mente vado al pieno Simbolismo dei paradisiaci giardini in fiore di Previati e Segantini popolati di eteree madonne. Neosurrealista in conclusione definirei il Sogno di Ilia di Cecilia de Paolis,
dove il nudo scultoreo femminile è sormontato dall’assurda margherita violacea dai petali loricati e graffiti come gusci di tartaruga o piastre di corazza; mentre Antonella Catini, con Disforia e flussi di coscienza, persevera nell’esternare la scintillante eco di un profondo dolore declinato in elegante cifra postinformale. Maria Antonietta Scarpari infine, nella sua “quasi tappezzeria” di torte con candeline accese propone, sempre in chiave di trance semiipnotica, la rivisitazione ironica e aggiornata di nebulosi scenari simbolici della Transavanguardia. A ricordare la formosa difformitas, il canone bernardino architettonico d’esportazione, l’aniconicità delle lame di luce che costruiscono, sole, gli spazi fuoriuscendo
gloriose da rosoni e finestre a sesto acuto, in una parola, l’inesprimibile misticismo dell’architettura cistercense di Valvisciolo sede ospitante della mostra, provvede l’anima di scrupoloso cronista dei luoghi di Marcello Trabucco, altrimenti noto come vivace affabulatore di policromie neofuturiste.
Marcella COSSU, Storica dell’Arte GNAM
Il Museo dell’Abbazia di Valvisciolo sottolinea l’impegno della Comunità monastica nella promozione culturale storico-artistica e religiosa nel territorio. Istituito nel 2003 presso l’ex Dispensarium del cenobio cistercense, è costituito dalla Galleria Abate Stanislao White, suo nucleo centrale, e dalla Sala capitolare del XIII secolo, destinata ad ospitare mostre temporanee. Sempre di pertinenza del Museo sono i grandi dipinti seicenteschi su tela di Francesco Savonanzi e Tommaso Donini esposti nel presbiterio della chiesa, quelli di Vincenzo Pasqualoni e di Pasquale Minoccheri (seconda meta XIX secolo) conservati rispettivamente nella navata destra e nel coro, e gli affreschi del Pomarancio (1589) che
decorano la Cappella di San Lorenzo. Le opere della Galleria provengono nella quasi totalità da una recente donazione: sono per lo più incisioni e disegni del XVI-XIX secolo. Si tratta di xilografie, bulini, acqueforti e litografie di alcuni dei suoi più grandi interpreti, come Albrecht Dürer, Rembrandt, Canaletto, Giovan Battista Piranesi, Francisco Goya, Honorè Daumier. Tra i disegni originali si segnalano le sanguigne di Francesco Curti e Luca Giordano, la matita di Vincenzo
Camuccini.

Tra le opere del fondo storico dell’Abbazia figurano la Deposizione del Pomarancio (1590 circa), la Madonna in preghiera della cerchia del Sassoferrato (XVII secolo), il ritratto dell’abate White dipinto da Aurelio Mariani nel 1902. Sempre dal fondo storico provengono monete, medaglie, antifonari e manoscritti, in gran parte risalenti al XIX secolo, esposti nelle bacheche.

Vincenzo Scozzarella Direttore del Museo dell’Abbazia di Valvisciolo

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