Premio Lievito

Pisa 26/04/2019

Apprendere che il ‘Premio Lievito’ 2019 mi viene assegnato è stata una graditissima quanto inattesa notizia. Ringrazio per questo gli organizzatori tutti, ai quali ribadisco il mio profondo dispiacere per non poter essere presente personalmente. Condividere con i presenti questo premio, infatti, sarebbe stato il modo migliore di onorarlo. Se mi è permesso, è proprio intorno alla parola “condivisione” che vorrei fare una brevissima riflessione.

La ‘condivisione’, da quello che ho capito in questi anni, è l’anima stessa di Lievito. Un ponte costruito (non a caso) tra il 25 Aprile e il 1 Maggio per tenere vivo il senso di appartenenza a valori fondamentali della società civile attraverso la partecipazione attiva e la condivisione, appunto. Uno sforzo nobile, perchè tali valori non si perdano tra un passato che si fa inevitabilemente sempre più lontano e un presente che spesso li mette duramente alla prova.

La ‘condivisione’ è, d’altra parte, anche l’anima del mio lavoro. Io mi occupo di Scienza, di Biofisica in particolare. La Biofisica, come dice il nome stesso, nasce dove si incontrano due mondi apparentemente molto diversi tra loro. Da una parte la Biologia con le sue domande aperte, un eterno vaso di Pandora che custodisce i segreti della vita. Dall’altra la Fisica, la scienza della descrizione esatta del mondo, con i suoi strumenti sofisticati di indagine. In Laboratorio utilizziamo alcuni di questi strumenti, raggi di luce per l’esattezza, per illuminare la materia vivente con estrema precisione, raggiungendo la cosiddetta “nano-scala”, la scala del miliardesimo di metro dove i mattoni della vita (le molecole) svolgono le loro funzioni fondamentali. Ciò che osserviamo, come in ogni esperimento scientifico che si rispetti (da Galileo in poi, per intenderci) deve essere poi accuratamente analizzato, necessariamente ripetuto. Solo dopo un lungo e tortuoso processo di verifica, ciò che osserviamo potrà e dovrà essere condiviso, diventando sapere comune.

In questo contesto, mi colpisce molto positivamente il fatto che Lievito proponga proprio l’esplorazione dell’arte e del sapere come strumento irrinunciabile per far crescere il senso civico comune. In fin dei conti, Arte, Scienza, e Senso Civico non sono altro che tre ingredienti fondamentali di una società sana, giusta e proiettata al futuro, inevitabilmente tra i primi ad essere dimenticati quando si intraprende il percorso sbagliato.

Per concludere vorrei dedicare questo premio ai miei genitori e a mia sorella. Anche qui si tratta di condivisione, se volete. Il loro appoggio incondizionato, infatti, ha accompagnato e sostenuto le mie scelte in questi anni, consentendomi allo stesso tempo di mantenere intatto il legame di affetto con Latina.
Vi lascio con la promessa che presto sarò lì per raccontare più nel dettaglio cosa voglia dire fare ricerca scientifica alla scala del miliardesimo di metro…Nel frattempo, il mio più sentito ringraziamento e augurio di buona chiusura di Festival.